Legno massiccio, multistrato, MDF e pannelli rivestiti richiedono soluzioni differenti. 

In questo articolo spieghiamo le differenze e i dischi da utilizzare per ottenere il miglior risultato e preservare il disco dentato. Dentatura, geometria e abbinamento con l’incisore sono elementi decisivi per scegliere il disco adatto alla lavorazione.

In falegnameria, passare dalla sfilatura di una tavola al taglio di un pannello significa cambiare le condizioni in cui lavora la squadratrice. Il materiale presenta caratteristiche diverse e anche l’utensile deve essere scelto di conseguenza. Il disco lama merita quindi la stessa attenzione riservata alla macchina: è nel contatto tra dente e materiale che si gioca una parte essenziale della qualità del taglio.

 

Diametro e foro sono i primi dati da controllare, ma non esauriscono la scelta. Contano anche il numero dei denti, la loro geometria e il tipo di lavorazione previsto. Una lama destinata al massiccio lungo vena risponde a esigenze differenti rispetto a un disco per MDF o bilaminato.

Tavole e massiccio: lasciare spazio al truciolo

 

Nella sfilatura delle tavole, lo scarico del truciolo è un aspetto centrale. Una dentatura poco fitta lascia spazio al materiale asportato: per questo, aumentare il numero dei denti non significa automaticamente scegliere una lama più adatta.

Questo è un luogo comune più che mai vivo: avere più denti significa anche far sì che la nostra squadratrice sforzi di meno, ma non è così. 

Un esempio concreto è il disco FALMAC da 300 mm per il taglio delle tavole.

Anche le caratteristiche del legno richiedono attenzione. Nella lavorazione di tavole con nodi cascanti, come può accadere con pino e abete, il limitatore di truciolo è una delle caratteristiche da valutare nella scelta dell’utensile. La presenza di nodi e discontinuità rende infatti importante considerare come il dente incontra il materiale.

Oltremodo è utile ricordare che, in caso di legni particolarmente duri, può capitare che questi tendano a stringersi intorno alla lama che ruota.
Per evitare questo è opportuno premunirsi di una lama con rasantoni nel corpo, in grado di evitare questa chiusura. 

 

 

Disco-squadratrice-per-falegnameria-sega-circolare

Multistrato e compositi: conta anche la forma del dente

Passando ai pannelli stratificati e al multistrato, entra in primo piano il lavoro della dentatura sulle fibre. Il dente alternato è tra le soluzioni previste per queste lavorazioni.

Nel catalogo FALMAC, il disco da 300 mm con 96 denti per pannelli di legno presenta dentatura alterna con angolo di taglio positivo ed è indicato per materiali come multistrato, pannelli stratificati e truciolare grezzo.

Il confronto con la lama per tavole è significativo: a parità di diametro, cambiano il numero dei denti e l’impiego previsto. La misura esterna, da sola, non racconta quindi come lavorerà il disco. Per orientarsi occorre leggere insieme geometria, materiale e destinazione d’uso.

Un esempio cogente è l’utilizzo della lama di traverso o lungo la venatura del legno.
Nel primo caso la lama deve essere dotata di pochi denti (per lo stesso principio del taglio di tavolame grezzo) mentre nel secondo caso, lungo la venatura, è possibile optare per una lama con più denti in quanto non ci sarà grande necessità di spazio per il truciolo. 

Multistrato e compositi: conta anche la forma del dente

Passando ai pannelli stratificati e al multistrato, entra in primo piano il lavoro della dentatura sulle fibre. Il dente alternato è tra le soluzioni previste per queste lavorazioni.

Nel catalogo FALMAC, il disco da 300 mm con 96 denti per pannelli di legno presenta dentatura alterna con angolo di taglio positivo ed è indicato per materiali come multistrato, pannelli stratificati e truciolare grezzo.

Il confronto con la lama per tavole è significativo: a parità di diametro, cambiano il numero dei denti e l’impiego previsto. La misura esterna, da sola, non racconta quindi come lavorerà il disco. Per orientarsi occorre leggere insieme geometria, materiale e destinazione d’uso.

 

Un esempio cogente è l’utilizzo della lama di traverso o lungo la venatura del legno.
Nel primo caso la lama deve essere dotata di pochi denti (per lo stesso principio del taglio di tavolame grezzo) mentre nel secondo caso, lungo la venatura, è possibile optare per una lama con più denti in quanto non ci sarà grande necessità di spazio per il truciolo. 

Squadratrice-per-falegnameria-disco-lama-sega

MDF e bilaminato: valutare l’abbinamento con l’incisore

Per truciolare, MDF e pannelli rivestiti, la scelta deve considerare anche la configurazione della squadratrice e l’impiego dell’incisore.
Tra le configurazioni da valutare rientra l’abbinamento di una lama da 300 mm e 96 denti con un incisore. Questi due dati, però, non identificano da soli un utensile adatto a qualsiasi pannello: occorre verificare le caratteristiche del modello specifico.
Quando si lavora senza incisore, la valutazione cambia. Tra le soluzioni da esaminare figurano lame con angolo di taglio negativo, caratterizzate da un ingresso del dente più dolce, oppure geometrie a dente concavo. Sono opzioni da scegliere in funzione del materiale e della lavorazione, verificando l’idoneità dell’utensile alla macchina.

Le lavorazioni particolari richiedono una scelta dedicata

I legni particolarmente duri o abrasivi, come i legni africani, meritano un approfondimento specifico. In questi casi, la valutazione può riguardare anche la presenza di rasanti sul corpo della lama o dentature con geometrie particolari, come già esposto nelle lame per tavole grezze. 

 

Sono caratteristiche che non vanno trasformate in una ricetta universale. Un utensile concepito per una determinata applicazione deve essere valutato nel suo insieme prima di essere impiegato sulla squadratrice.

Come orientarsi nella scelta

Il punto di partenza è il lavoro da eseguire: quale materiale si taglia, in quale direzione e con quale configurazione della macchina. 

A queste informazioni si affiancano diametro, foro, spessore e caratteristiche della dentatura. Il catalogo diventa così uno strumento di confronto concreto. La differenza tra una lama per tavole e una per pannelli emerge dalle rispettive schede, anche quando i dischi hanno lo stesso diametro.Per individuare le opzioni disponibili è possibile consultare la gamma di dischi lama sullo shop FALMAC. Per una richiesta mirata, è utile indicare il modello della squadratrice, il materiale lavorato e la presenza dell’incisore: informazioni che permettono di concentrare la scelta sulle reali esigenze della falegnameria.